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 • perplessità sugli odierni concorsi letterari

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A mio modesto parere credo sia scorretto almeno per i giovani illuderli con queste pagliacciate di concorsi. Penso il poeta nasca comunque, per bisogno interiore e non grazie all'ardore della competizione, alla voglia di vincere.   100% (12)

 • Re: perplessità sugli odierni concorsi letterari

Inviata da slaporta il 2008-05-02 21:09
Non mi piacciono i concorsi letterari, neppure (tanto meno) quelli per i ragazzi. A suo tempo, come si sa,a Leopardi venne preferito Botta, e grandi scrittori contemporanei sono stati sconfitti da mediocri sconosciuti. A scuola, inoltre, i ragazzi devono imparare non a fare poesie, ma a scrivere correttamente. Quanto alle giurie, dipende da chi le compone e dai criteri di valutazione. Non si possono dare giudizi generali sulle giurie, bisogna vedere caso per caso. Inoltre il giudizio è sempre comparato; per vedere quale poesia è stata premiata e se è stata premiata opprtunamente, bisogna leggere anche le poesie non premiate. Nella fattispecie, la poesia in questione è un po' artificiosa, ma magari le altre lo erano di più o forse il criterio di giudizio doveva misurare il grado di conoscenza della mitologia o la capacità retorica. In mancanza di queste informazioni, sarebbe arbitrario azzardare giudizi. Luperini
slaporta Member
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 • Re: perplessità sugli odierni concorsi letterari

Inviata da giacomoconiglione il 2008-05-06 19:20
Impossibile contare i concorsi di poesia che si rincorrono per tutto lo stivale, organizzati, soprattutto, in occasione di sagre paesane o dei santi patroni. Ce n’è per tutti i gusti ed è un salasso per il portafoglio dei giovani: dalle slam poetry alle poesie in vernacolo. Molto spesso fatti in malafede, con la richiesta di contributi e senza alcun premio (solo miseri attestati) e con giurie formate da assessori comunali che della poesia hanno una vaga idea.
Ciononostante io parto dall’idea che qualsiasi stimolo alla “scrittura” sia da lodare, al di là dello spirito velleitario che potrebbe suscitare. Il guaio è che il giovane non ha altri mezzi per “confrontarsi” col pubblico e con la critica e per farsi notare se non quello di affidarsi a questi concorsi che, ahimè, sovente- perché negarlo?- sono promossi dalle stesse misconosciute case editrici per farsi pubblicità e per raccogliere nuovi proseliti. Ma ve ne sono alcuni di indubbia fama e prestigio: uno per tutti quello intitolata a Mario Luzi, la cui presidente di giuria è quella volpe di cui tutti abbiamo sentito parlare a scuola. Questo per dire che è probabile che l’illusione maturi in chi si propone, indipendentemente dalla partecipazione o meno ad un concorso. E non certamente solo a causa di una vittoria o di una segnalazione, quanto per una predisposizione personale al desiderio di riconoscimento. Anche io credo che qualsiasi vittoria non è mai in senso assoluto ma dettata dalla comparazione: insomma, vince la poesia migliore ossia la meno peggio tra le tante. Certo: oggi manca il coraggio di saper dire di no e un vincitore deve spuntare a tutti i costi. Non siamo mica ai tempi del certame coronario, il cui premio non fu assegnato a nessuno. Resto quindi del parere che sia opportuno lasciare ai giovani la possibilità di misurarsi in queste “pagliacciate”. Sta nell’intelligenza e nella modestia di chi scrive non montarsi la testa o avvilirsi. Giacomo
giacomoconiglione Member
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 • Re: perplessità sugli odierni concorsi letterari

Inviata da giosugar il 2008-05-07 12:09
ho partecipato a diversi concorsi letterari, non ho vinto, so di scrivere buona poesia dal punto di vista stilistico (ho un dottorato in italianistica e in particolare in linguaggio poetico), ho la struttura (come avrebbe detto Croce), se arrivo al cuore non so...ho pubblicato la silloge con una casa editrice che vuol essere pagata profumatamente, desidererei tanto avere dei lettori, e dato che oggi anche la letteratura è marketing, sto pensando come farmi leggere, sacrifico il talento sull'altare della necessità, grazie
giosugar Member
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 • Re: perplessità sugli odierni concorsi letterari

Inviata da gscar il 2008-05-09 06:49
Buongiorno e tutti, in particolare al curatore del blog. Devo dire che dal punto di vista didattico l'aspetto non competitivo ma laboratoriale attuabile ai fini di un concorso di poesia consente uno spazio di diverso approccio sia agli studenti tra loro che tra questi e l'insegnante, vòlto al miglioramento del clima in classe. Però spesso questi concorsi assumono valenza di per se stessi restando scollati dal lavoro didattico vero e proprio. Nella fattispecie, nel mio Liceo due anni fa vinse un ragazzo che da mesi si era ririrato dalla quarta classe, né la vittoria valse ad evitarne la dispersione; lo scorso anno della giuria di ragazzi fu chiamato a far parte un ragazzino di primo poi bocciato e ora in altro Istituto. Tutto ciò avvalora le perplessità; ma molti fondi ministeriali e sponsors locali promuovono 'sta roba e perciò viva il magnamagna!!
gscar Member
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 • Re: perplessità sugli odierni concorsi letterari

Inviata da ila il 2008-05-10 16:27
Effettivamente è lampante lo strabordare dei concorsi e concorsetti che inonda la produzione letteraria di oggi. In particolare,tantissimi sono quelli dedicati ai ragazzi. Io sono una studentessa,e sui muri della mia facoltà non posso ignorare le miriadi di volantini che promettono premi e gloria al migliore che scriverà su tal tema entro un tempo relativamente breve.
Penso che il problema sia una sorta di ansia da prestazione che soffoca le presunte genialità che si affacciano al mondo letterario. L'obiettivo spesso non è creare immagini che raccontino di un rapporto privilegiato con la realtà e le realtà con cui si vive. Sempre più spesso ciò che si vuole è superare con uno sperimentalismo spesso fine a sè stesso la gloria dei padri,il lirismo di un Foscolo,l'incredibile espressività di un Montale,la linea svelta della scrittura ariostesca.
Bene,quest'ansia da prestazione,questa continua richiesta di inediti,è sì un fatto commerciale,ma la prolifica risposta che se ne ha è un problema culturale che non si può più ignorare
ila Member
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