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 • LETTERATURA DI DESTRA, LETTERATURA DI SINISTRA...

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 • LETTERATURA DI DESTRA, LETTERATURA DI SINISTRA...

Inviata da slaporta il 2008-02-25 10:28
Caro Romano, apro questa nuova discussione sul forum per un motivo occasionale. Ieri infatti ho fatto leggere nella mia quinta liceo la lettera con la quale Elio Vittorini rifiutò a Tomasi di Lampedusa la pubblicazione del “Gattopardo”. Si trattò, come ormai sembra assodato, di un rifiuto ideologico, in quanto Vittorini, bravo scrittore e acuto scopritore di talenti, aveva ben capito il valore letterario del romanzo: ma Il Gattopardo non era, diciamocelo francamente, di sinistra; e Tomasi di Lampedusa forse sbagliò proprio a sottoporlo a Vittorini. Subito dopo seguì la stroncatura di Fortini, nella quale si dice che Il Gattopardo “dà l’impressione, anche a chi crede di non intendersene, dell’opera d’arte. Ed è, o sembra, di destra. Fa l’elogio del sempre uguale. È una Sicilia senza astratti furori, e senza sindacalisti. Ma, soprattutto, dà l’impressione del già letto, del già pensato, del già saputo” (Contro ‘Il Gattopardo, 1959, in Saggi italiani I, Garzanti 1987). Letteratura di destra, letteratura di sinistra. Esiste ancora a tuo parere oggi questa distinzione? E se valore ha certamente avuto in passato, quanto è giusto il rifiuto puramente ideologico di un’opera al di là, appunto, del suo valore letterario? Silvana La Porta
slaporta Member
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 • Re: LETTERATURA DI DESTRA, LETTERATURA DI SINISTRA...

Inviata da slaporta il 2008-02-25 10:28
Destra e sinistra in letteratura non sono esattamente la destra e sinistra in politica. Il gattopardo era un'opera tradizionalista e per questo appariva di destra a Vittorini al di là delle stesse posizioni politiche di Tomasi D'altronde Vittorini aveva già rotto, da tempo, con Togliatti e con il PCI e dunque non obbediva certo a poetiche di partito.Però dirigeva una collana einaudiana, I gettoni, che era molto sperimentale (era vicina allo sperimentalismo di Officina) e dunque del tutto estranea alla linea del Gattopardo. Vittorini si batteva cioè per una idea di letteratura assai diversa da quella praticata da Tomasi.Di qui il suo rifiuto del Gattopardo (d'altronde assai cauto, se ricordo bene). Fortini, invece, è critico più politico e dunque nel suo giudizio c'è anche un riferimento alla nozione politica di sinistra, e indubbiamente Tomasi dalla sinistra era lontanissimo. D'altra parte i cossidetti "critici militanti", come era allora Fortini, tendono spesso a schiacciare la destra letteraria sulla destra politica. Su un piano di giudizio storico di valore, destra e sinistra in politica contano poco. Dante non era certo progressista, Céline era un reazionario, Balzac un legittimista, Verga un crispino tifoso di Bava Beccaris ecc:, eppure sono grandi scrittori. In Italia spesso è accaduto, anzi, che gli scrittori maggiori siano stati proprio reazionari. Il miglior scrittore della Resistenza non è Fenoglio, badogliano e filomonarchico? Una cosa è il giudizio militante, fatto a caldo e volto a influenzare la produzione letteraria corrente e la situazione politica in atto; un'altra cosa il giudizio storico di valore pronunciato a decenni, o secoli, di distanza dall'opera. Luperini
slaporta Member
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 • Re: LETTERATURA DI DESTRA, LETTERATURA DI SINISTRA...

Inviata da Rodolfo Monacelli il 2008-03-21 15:37
Innanzitutto saluto tutti gli utenti ed,in particolare, Romano Luperini.A mio giudizio quando si parla di "letteratura di destra e letteratura di sinistra" si commette uno sbaglio confondendo le categorie politiche con quelle culturali e letterarie, e soprattutto confondendo l'autore con l'opera. Necessario secondo me è però fare un discrimine. Un'opera,al di là dell'autore come detto, esprime una "visione del mondo"(a meno che non si abbia dell'opera letteraria una visione,secondo me limitativa, puramente estetica) e questa visione un critico la deve esprimere.
Un saluto a tutti.
_________________________
"Alla letteratura compete tutto ciò che è impossibile"(György Lukács)
Rodolfo Monacelli Member
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 • Re: LETTERATURA DI DESTRA, LETTERATURA DI SINISTRA...

Inviata da slaporta il 2008-04-08 22:52
Quanto alla distinzione fra opere e autori, sono d'accordo. In un'opera parlano istanze profonde e rimosse (nell'arte si assiste anche a un "ritorno del rimosso"), diverse da quelle dell'io pubblico. Verga è un uomo di destra e un reazionario, ma nella sua opera ci fa sentire tutto l'orrore per un mondo dominato dalla logica economica, dalla roba e dalla smania della accumulazione. L'opera poi si rivolge ai tempi lunghi, parla anche secoli e millenni dopo che è stata scritta, perché contiene un messaggio universale a cui l'autore, in quanto persona empirica, non può invece aspirare. Luperini
slaporta Member
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 • Re: LETTERATURA DI DESTRA, LETTERATURA DI SINISTRA...

Inviata da Razvan il 2008-05-03 12:07
Mi sbaglio, o è una tendenza tutta italiana quella di polarizzare eccessivamente la realtà?

Ho notato, horribile dictu, una sorta di manierismo che va dal '45 e che non si è ancora estinto: la sinistra è sinonimo di cultura. Eh sì, l'Italia ha un tradizionalismo d'avanguardia! File intere di giovani imberbi si affannano e si struggono per riconoscere in un qualsiasi testo letterario gli capiti sotto le mani, un riferimento alla DOTTRINA. Se non lo trovano, c'è la tendenza di scartare il testo o di costringerlo negli schemi. Seguono due esempi clamorosi e divertenti allo stesso tempo.

Cioran (sic!) venne percepito in Italia come scrittore anarchico, mentre Eliade... divenne l'idolo di tanti hippie. Altro che malinteso, qui si tratta di dirottamento culturale, di terrorismo bombarolo. I miei due connazionali girano nella tomba (sospetto Cioran di contorsionismo).

Razvan
Razvan Member
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 • Re: LETTERATURA DI DESTRA, LETTERATURA DI SINISTRA...

Inviata da tderrico il 2009-09-13 20:11
Hominem nostra pagina sapit, scriveva Marziale. Se un libro parla dell'uomo all'uomo, poco dovrebbe importare ai lettori il fatto che l'autore dello scritto possa essere conservatore o marxista. Certo, incuriosisce scoprire l'ideologia che ha ispirato uno scrittore, è compito dei critici aiutare a capire e a interpretare un testo letterario, ma il lettore deve solo gustare un libro per il solo piacere di leggerlo, al di là del fatto che esso (o meglio, il suo autore) sia di destra o di sinistra. Non trovo corretto scartare, in maniera pregiudiziale, opere pure interessanti, ma non in linea con le proprie convinzioni politiche. Aprirsi al confronto arricchisce sempre.
Saluti.
Tderrico
tderrico Member
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