• Manuali scolastici di letteratura
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il
2006-06-03 13:56
Caro Mauri, ho trovato molto utile che Francesco Erbani e "la Repubblica" abbiano dedicato ampio spazio al tema dei manuali scolastici di letteratura. Ma sono rimasto stupito di alcune lacune nella informazione fornita ai lettori. Anzitutto il mercato scolastico da dieci anni presenta un dato costante: due manuali, quasi alla pari, detengono il 50% delle adozioni nell’area umanistica, quello di Baldi e quello che, con il titolo La scrittura e l’interpretazione, ho pubblicato con l’editore Palumbo (coautori Pietro Cataldi e Lidia Marchiani). Romano Luperini Lettera pubblicata sul quotidiano «la Repubblica» del 7 giugno 2006. |
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• Re: Manuali scolastici di letteratura
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Heliantus
il
2006-11-07 18:44
Gentile Professor R. Luperini,
ho letto il Suo contributo sui manuali scolastici (pubblicato sul quotidiano "La repubblica" ) e l'ho apprezzato molto. Io sono uno studente universitario iscritto al corso di laurea in Lettere e ho constatato con gran piacere, parlando con altri studenti, che i manuali di letteratura italiana che più sono diffusi nella scuola secondaria sono appunto il Baldi-Giusso-Razetti-Zaccaria, "Dal testo alla storia dalla storia al testo" e il Suo manuale "La scrittura e l'interpretazione". Gli studenti parlano di tali manuali in maniera soddisfatta e con entusiasmo perché sono libri che davvero iniziano in maniera efficace lo studente allo straordinario mondo della letteratura italiana. Io stesso possiedo questi due corsi (del primo la nuova edizione gialla, quella maggiore, e del secondo l'edizione blu)e li considero eccellenti perché non dispersivi, approfonditi e perché, anche se in maniere diverse, offrono tutti gli strumenti per capire a fondo i testi dell'antologia, per capirne il senso profondo. Io, da studente, prima liceale e poi universitario, sono contrario a quei manuali che si pongono come scopo il solo piacere alla lettura (v. Armellini-Colombo)perché il testo deve sì essere motivo di diletto, ma non di un piacere sterile e fine a sè stesso. Io mi reco spesso nella biblioteca del dipartimento di Italianistica e di Filologia romanza della mia università (la Ca' Foscari di Venezia) e mi piace trascorrere del tempo a consultare e confrontare i diversi manuali messi a disposizione: il mio sogno sarebbe, infatti,quello di dedicarmi a questo "passatempo" quando un giorno forse diventerò insegnante. Durante questi anni si assiste a fenomeni quali il rinnovamento di manuali un po' vecchi in veste nuova (v. il Guglielmino-Grosser, "Il sistema lettarario 2000" e il Segre-Martignoni, "Leggere il mondo" ) e alla nascita di numerosi manuali frutto della collaborazione sempre più stretta tra docenti universitari e della scuola superiore (v. il Raimondi-Anselmi, "Tempi e immagini della letteratura" o il Barberi Squarotti). Quello che vorrei sapere da Lei è innanzitutto quali sono i punti deboli di questi manuali (e gli eventuali pregi)e, a lungo andare, quali caratteristiche si accentueranno nei manuali, quale sarà, dunque, in sostanza il manuale del futuro. Inoltre, come reputa il nuovo manuale Laterza di Santagata,"Il filo rosso"? Cordiali saluti, Francesco Brollo |
Heliantus
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• Re: Manuali scolastici di letteratura
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luperini
il
2006-11-10 16:17
Caro Brollo, non mi pare molto elegante esprimere giudizi su manuali di colleghi che sono oggettivamente "concorrenti". Qualsiasi giudizio d'altronde verrebbe inficiato dal sospetto. D'altra parte sono gli insegnanti, con le loro scelte, a esprimere giudizi inappellabili. Quanto a me, mi sento di giudicare solo i manuali già storicizzati, e l'ho fatto in uno dei capitoli di Insegnare la letteratura oggi, di cui è uscita pochi mesi fa la quarta edizione accresciuta presso Manni editore (Lecce). La rimando pertanto a questo testo, e intanto la ringrazio per le osservazioni e i giudizi.
Romano Luperini |
luperini
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• Re: Manuali scolastici di letteratura
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Heliantus
il
2006-11-14 08:05
Gentile professor R. Luperini,
effettivamente ha ragione su quanto dice. Pertanto Le porgo Le mie scuse. Francesco Brollo |
Heliantus
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• Re: Manuali scolastici di letteratura
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FN
il
2007-05-17 19:13
Egregio Dottore sono uno studente liceale e le scrivo a nome di tutta la classe...la nostra professoressa ha voluto adottare il suo testo al posto del corrispettivo concorrente...Il Baldi...il quale a mio avviso molto piu facile e esplicito nell'esporre analisi e commenti...
"LE SACRE SCRITTURE E L'INTERPRETAZIONE" è un ottimo testo non c'è nulla da obbiettare...ma gia è difficile di suo...in piu la nostra professoressa vuole che lo esponiamo kome il "padre nostro"...la domanda ke le voglio porgere,anzi le tre ,sono queste:- "secondo lei Dott. ,degli studenti di Liceo Scientifico,che "sputano sangue" nelle loro discipline preferite...possono subire una tale "persecuzione umanistica" per colpa di una professoressa schizzofrenica con milioni di fisse letterarie? 2)siamo sicuri che il suo testo è adatto ad un liceo?secondo me è universitario.. 3)da come scrive...da quello che ho potuto dedurre...lei Professore,a mio avviso...è filomarxista...giusto? Ho voluto concludere con questa domanda per scusarmi a nome di tutta la classe...del preziosissimo tempo rubatole da dedicare alle sue sudate carte... Cordiali Saluti Hunter S. Thompson PS:"...chi fa di se stesso una bestia,si sbarazza della pena di essere un uomo..."(Johnson) |
FN
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• Re: Manuali scolastici di letteratura
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luperini
il
2007-05-25 15:54
1. Le materie umanistiche sono necessarie alla formazione intellettuale di chiunque. Studi recenti condotti negli Stati Uniti hanno rivelato che una formazione umanistica rende più aperta e problematica la mente ed è quindi indispensabile anche per ingegneri, fisici, medici, scienziati ecc.
2. LA SCRITTURA E L'INTERPRETAZIONE (non so quanto consapevolmente lei storpia il titolo) è molto adottato nei licei, e da molti anni, e dunque, se ha superato la prova del tempo, forse non risulta a molti classi e a molti docenti così ostico e difficile come dice. 3. Nella cultura di ogni uomo di cultura agisce l'influenza del marxismo, come della psicoanalisi o dello strutturalismo o della fenomenologia. Ogni filosofia ha aspetti positivi e negativi; bisogna accogliere i primi e respingere i secondi. Romano Luperini |
luperini
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• Re: Manuali scolastici di letteratura
Inviata da
FN
il
2007-05-29 00:25
Egregio Professore volevo ringraziarla della risposta concisa e diretta...anzi chiarissima.In secondo luogo mi scuso per per lo "storpiaggio" del titolo,ma sono stato costretto da un mio compagno di classe che ha preferito fare del sarcasmo privo di logica.
riguardo al post scrittum precedente...saprebbe darmi cortesemente una sua interpretazione personale...glie lo chiedo perchè noi ragazzi tendiamo inconsapevolmente, data la giovine età, a mal interpretare. grazie della cortese attenzione cordiali saluti Hunter S.Thompson |
FN
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• Re: Manuali scolastici di letteratura
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luperini
il
2007-06-04 10:35
L'interpretazione del suo postscritto la troverà nell'Inferno di Dante, canto XXVI, vv. 118-120.
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luperini
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• Re: Manuali scolastici di letteratura
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Ele
il
2007-06-12 19:05
Per risparmiare la "fatica" di consultare la Divina Commedia:
"Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza" "Hunter S.Thompson" credo di sapere chi sia...anzi io e Sara (che stiamo scrivendo di comune accordo) vorremmo precisare che non sta parlando a nome della classe... ed altra piccola precisazione: facciamo il Liceo Classico!!! E poi, cosa ci sia da commentare ad un post scriptum del genere è proprio un mistero! Ma, data l'immensa inclinazione a parlare per aforismi, sarebbe carino aggiungere una frase di George Eliot sempre sulle "bestie"... GLI ANIMALI SONO AMICI COSI' SIMPATICI; NON FANNO DOMANDE, NON MUOVONO CRITICHE... quindi è palese che non ti sia ancora sbarazzato "della pena di essere un uomo", visto che stai ancora qui a muovere critiche... Eleonora & Sara Orgogliose di firmarsi per nome senza trincerarsi dietro ad uno pseduonimo! |
Ele
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• Re: Manuali scolastici di letteratura
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spiccinini
il
2007-09-02 21:16
Egregio prof. Luperini, sono insegnante in un liceo linguistico.
Se non la offende, vorrei muovere delle critiche al suo testo (che peraltro adotterò anche quest'anno, ed. arancione). Il manuale, a mio avviso è insuperabile nei primi due volumi, ma diventa di difficile utilizzazione nel terzo. Questo per una ragione semplice: è dispersivo. Le faccio un esempio per chiarire: lo studio del Futurismo e delle Avanguardie in generale. Nel suo testo le introduzioni ai movimenti si trovano nella parte iniziale del manuale (e non potrebbe essere altrimenti), mentre i testi si trovano alla fine, cioè dopo Pirandello, Svevo e Tozzi (!). Cosa è avvenuto nel frattempo? I ragazzi hanno dimenticato le introduzioni, per cui bisogna riprendere da capo. Ovvio che il manuale non esaurisce il compito della scuola, ed è necessario l'intervento del docente, ma non crede che sarebbe più immediato per i ragazzi studiare il fenomeno e quindi leggere i testi che lo esemplificano? Guardi, l'esempio si potrebbe moltiplicare, ho notato negli alunni la stessa difficoltà nello studio del secondo Ottocento. Le faccio un'altra osservazione partendo da un esempio. Prima di spiegare le Avanguardie, lo scorso anno ho deciso di non spiegare (la ripetizione è voluta). Mi sono posto infatti il seguente problema: se ho insegnato loro un metodo di lettura, allora dovrebbero essere in grado di applicarlo senza di me. Così ho dato loro da leggere "E lasciatemi divertire" e ho chiesto di tirare fuori dal testo tutti gli elementi di novità che, secondo loro: 1) differenziano questo testo da quelli studiati in precedenza; 2) ne giustificano, eventualmente, la presenza in un'antologia della Letteratura italiana Abbiamo fatto brainstorming, quindi le ho invitate (una classe femminile, come spesso al linguistico) ad aprire il suo manuale e a confrontare. Avevano estrapolato esattamente tutti i punti del manuale, rispondendo che un simile testo, proprio per il suo carattere di novità formale, merita posto nell'antologia. Mi creda non voglio peccare di bravismo, ma le chiedo: se noi ai ragazzi forniamo delle introduzioni corpose, delle analisi dettagliate e suggeriamo anche i passi più meritevoli della critica, a loro cosa resta da fare? Non crede che nel percorso formativo dei ragazzi occorra una maggiore gradualità? Mi spiego meglio. Sì è giusto fornire il metodo nel primo anno di studio e quindi nel primo volume, ma pian piano, mentre si procede, non dovremmo fare sempre più un passo indietro noi per lasciare spazio a loro? Noi non li invitiamo a essere protagonisti, non li rendiamo curiosi, li programmiamo perché ci diano le risposte che vogliamo (non lo sto muovendo a lei come rimprovero, lo dico, sul serio, anzitutto di me). Se avrà la cortesia di rispondermi, magari approfondiamo. |
spiccinini
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• Re: Manuali scolastici di letteratura
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slaporta
il
2007-09-12 11:45
RISPONDE IL PROF LUPERINI
All'insegnante che pone il problema della distanza che nel mio manuale separa la presentazione dei movimenti dai testi (distanza, cioè, fra il capitolo introduttivo che affronta tutti i problemi generali e dunque anche i movimenti letterari, e i capitoli dedicati ai singoli autori) faccio notare che ciò avviene sempre, anche nei primi due volumi: vi sono degli autori a ridosso del capitolo introduttivo e degli autori lontani da esso. Ciò è fatale, e non mi sembra un gran problema: basta far saltare le pagine intermedie. Un manuale non va letto di seguito come un romanzo.
Lo stesso insegnante pone poi un problema ben più sottile e complesso: una volta che lo studente ha avuto una preparazione generale nei primi anni, successivamente non può procedere da solo senza materiale critico? Ora, se l'insegnante vuole sostenere che è errato soffocare gli studenti con pagine e pagine di analisi testuali, sono pienamente d'accordo. Lo studente deve avere una propria libertà interpretativa e non può essere forzato entro schemi prefissati perché ciò tarperebbe le ali alla soggettività ermeneutica. Se invece intende sostenere che dopo il biennio e il primo anno di liceo, non c'è più bisogno di ausilio alla interpretazione, non sono d'accordo. Per due ragioni: una riguardante la materia oggettiva dello studio, l'altra la crescita soggettiva dell'alunno.Prima ragione. Nel secondo e nel terzo anno si studiano questioni nuove, contesti storici e movimenti letterari nuovi che esigono conoscenze e griglie interpretative nuove. Per esempio: studiare l'espressionismo implica la conoscenza di particolari nozioni stilistiche (il grottesco, la tecnica della zoomata ecc.) e di particolari conoscenze culturali (la filosofia di Nietzsche, Bergson, Freud), senza le quali è difficile capire un testo espressionista e che uno studente deve sapervi intracciare e riconoscere. Seconda ragione: a mano a mano che si sviluppa la crescita culturale si sviluppa il bisogno di nuove conoscenze, la interpretazione diventa più complessa, e vi intervengono categorie che vanno alimentate, nutrite, potenziate. Seccede agli studenti quello che succede anche a me o all'insegnante che mi interpella: se voglio dire la mia su un testo, avverto il bisogno di documentarmi di più, di leggere varie interpretazioni di esso. Il cerchio della ignoranza - è ben noto - si allarga con le conoscenze. Più si sa, più si avverte di non sapere. Se prima si poteva leggere ingenuamente un testo, dopo non è più possibile. In definitiva, credo che si tratti di raggiungere un equilibrio di buon senso senza soffocare lo studente con interpretazioni precotte ma anche senza lasciarlo digiuno di fronte a un pasto che rischierebbe, senza ausilio, di risultare alquanto indigesto.
Romano Luperini
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slaporta
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• Re: Manuali scolastici di letteratura
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Sciocchy
il
2007-09-29 15:40
Egregio professore,
frequento il quinto anno di liceo scientifico e la nostra classe ha in adozione, ormai dalla terza, il Suo testo: edizione rossa. Quest'estate studiavo con mia cugina e ci siamo accorte che il libro in sostanza è lo stesso, ma il suo è edizione verde. Mi potrebbe gentilmente spiegare, anche non in dettaglio, la differenza fra le varie edizioni(in particolare quella verde e quella rossa), dato che le mie ricerche su internet non hanno portato a risultati per me esaurienti? La ringrazio con stima Sara |
Sciocchy
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• Re: Manuali scolastici di letteratura
Inviata da
slaporta
il
2007-10-07 19:45
RISPONDE IL PROF. LUPERINI L'edizione verde non è eguale alla rossa. E' più breve perché rivolta agli istituti tecnici e non ai licei; inoltre è suddivisa in vari volumetti leggeri. Anche il materiale documentario accluso è diverso. Spesso, e anche in questo caso, la pubblicazione di edizioni diverse serve a soddisfare esigenze diverse dei vari tipi di scuola.
Luperini
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slaporta
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• Re: Manuali scolastici di letteratura
Inviata da
Seth
il
2007-10-11 18:26
Egregio dottor luperini ,
ho un grosso problema.Frequento un liceo scientifico e non riesco a trovare la scrittura e l'interpretazione 2 ed.arancione.Volevo chiederle se fosse uguale ed. rossa. La prego di rispondermi al più presto. La ringrazio Marco |
Seth
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• Re: Manuali scolastici di letteratura
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Heliantus
il
2007-10-14 12:36
Gentile professor Romano Luperini,
sono lo studente Francesco Brollo e vorrei sapere da Lei (se Le è possibile)quali manuali di letteratura italiana in uso nelle scuole superiori danno più spazio all'analisi e interpretazione del testo e magari anche alla critica letteraria. Inoltre Le chiedo, sperando di non disturbarLa se il "laboratorio" de "La scrittura e l'interpretazione" di cui Lei è membro ha in progetto la pubblicazione di una nuova storia-antologia per la scuola superiore (o per l'università). In attesa di una Sua risposta Le invio i miei più cordiali saluti. Francesco Brollo |
Heliantus
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• Nuovo manuale di storia e antologia della letteratura
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luperini
il
2008-01-16 10:14
Letteratura storia immaginario Con Pietro Cataldi, Lidia Marchiani e Franco Marchese abbiamo deciso di chiudere una fase di lavoro cominciata con La scrittura e l'intepretazione e proseguita con una serie di edizioni di questa opera e poi con il Manuale di letteratura. Sta per uscire il primo volume di Letteratura storia immaginario, una nuova storia e antologia della letteratura che raccoglie quanto abbiamo fatto di meglio sinora. In altri termini: abbiamo messo a frutto l'esperienza maturata con le varie edizioni di La scrittura e l'interpretazione e del Manuale di letteratura per riunire e sintetizzare le innovazioni di volta in volta introdotte, ma senza aggiungerne di nuove, in modo da fornire alla scuola il risultato di dodici anni di lavoro. L'opera complessiva, intitolata appunto Letteratura storia immaginario, è in sei agili volumi, due per anno. I primi due, corrispondenti al primo anno, saranno distribuiti ai docenti entro il mese di marzo. |
luperini
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• Re: Nuovo manuale di storia e antologia della letteratura
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fmarchese
il
2008-01-21 10:11
LETTERATURA STORIA IMMAGINARIO Manuale di letteratura per il triennio Romano Luperini – Pietro Cataldi – Lidia Marchiani – Franco Marchese Letteratura storia immaginario nasce dal laboratorio de La scrittura e l’interpretazione, di cui rappresenta una nuova formulazione e – insieme – un punto d’arrivo: nel nuovo libro si è sedimentata una esperienza decennale, frutto dell’interazione continua con il mondo della scuola militante, e dell’attenzione costante ai suggerimenti e alle richieste che da essa venivano. Letteratura storia immaginario si pone in continuità con il Manuale di letteratura, dal quale mutua un elemento strategico, irrinunciabile nella scuola di oggi: il linguaggio chiaro e semplice. Rispetto al Manuale si presenta arricchita nell’offerta dei testi antologizzati (ognuno dei quali è corredato da una articolata Analisi e interpretazione del testo), delle schede, dei moduli tematici interdisciplinari e interculturali, della “linea del tempo”, con cui si apre ogni Parte, delle mappe concettuali poste alla fine di ogni capitolo. Letteratura storia immaginario, dunque, “raddoppia” il Manuale in termini quantitativi, mantenendo però inalterati tutti i suoi pregi. Primo fra tutti un linguaggio che realizza il miglior compromesso possibile tra spessore dei contenuti e leggibilità da parte degli studenti. Un punto di forza di questa nuova opera è costituito dalla ricchezza del repertorio delle schede, che non sono mai esornative ma sempre didatticamente funzionali. Una tale ricchezza implica un modo di concepire lo studio della letteratura, in cui l’autore, o l’opera, o il fenomeno letterario sono al centro di una costellazione di materiali che ne consentono una lettura poliprospettica: problematizzante, divergente, antropologica, filologica, pisicanalitica, pluri- e interdisciplinare. Tra le schede i professori potranno fare scelte che consentiranno di proporre agli studenti gli argomenti di studio con un taglio e una curvatura diversi, che sono poi quelli che risulteranno più omogenei alle caratteristiche peculiari della formazione culturale in cui si riconoscono. Nell’arcipelago delle schede i docenti decideranno a quali porti attraccare, esercitando a pieno il diritto-dovere della libertà di insegnamento. L’impianto culturale e didattico del libro è quello che da sempre caratterizza le opere nate dal progetto de La scrittura e l’interpretazione: centralità del rapporto con i testi, garantita dalla accuratezza della parafrasi e della interpretazione (agevolata dalla correlazione stretta fra l’analisi linguistica e retorica e l’offerta di spunti ermeneutici di tipo culturale e tematico); attenzione costante alla problematizzazione e alla attualizzazione; rilievo assicurato alla interdisciplinarità; schede didattiche (testi brevi, schede sul conflitto delle interpretazioni, sui fenomeni artistici più significativi, sui romanzi italiani e stranieri più importanti, sulle figure sociali, schede cinema); apparati didattici (esercizi, verifiche e proposte di scrittura); un itinerario graduale di scrittura; un glossario; tre percorsi tematici alla fine di ogni Parte con ricco corredo iconografico, moduli tematici interdisciplinari e interculturali. Particolare attenzione è stata attribuita agli autori del canone maggiore delle letterature straniere e al dialogo che la nostra tradizione culturale instaura con esse. I capitoli sui capolavori della letteratura italiana hanno d’altra parte anch’essi un forte rilievo, nella consapevolezza della loro funzione strategica nella concreta didattica della letteratura. L’opera consta di sei agili volumi (due per ogni anno scolastico del triennio della scuola secondaria superiore). Ognuno dei volumi è del tutto indipendente: ha cioè il glossario, gli inserti sulla lettura (Come leggere un testo) e sulla scrittura (la Guida alla composizione in relazione alle varie tipologie testuali). Questa diversa configurazione dell’opera ha indubbi vantaggi pratici per tutti: professori e studenti. Letteratura storia immaginario è corredata di una Guida alla programmazione didattica per l’insegnante, contenente verifiche, suggerimenti di percorsi e piani di lavoro funzionali anche ad una didattica modulare. Essa risponde in modo proficuo alle domande, spesso conflittuali, che vengono oggi dal mondo della scuola, realizzando un difficile equilibrio tra quantità e qualità, semplicità e complessità, specificità disciplinare e apertura ad altri saperi, ricerca delle radici identitarie e incontro con culture diverse. Da quando è nato il progetto de La scrittura e l’interpretazione più di un milione di studenti si sono accostati alla letteratura – italiana ma non solo – partendo da una delle sue diverse proposte editoriali, che dunque hanno lasciato una traccia nel percorso di crescita culturale del nostro paese. E se questo è, per certi versi, motivo di orgoglio, è nello stesso tempo un monito costante alle responsabilità che i professori-intellettuali hanno nella scuola e nella società di oggi. A queste responsabilità non si può abdicare. Al contrario, bisogna rilanciare. Lo abbiamo fatto noi, autori di Letteratura storia immaginario, chiediamo di fare altrettanto a tutti coloro che adotteranno il nostro libro. Perché quell’atto talvolta burocratico che è l’adozione di un testo scolastico corrisponda a qualcosa di molto più impegnativo: una scelta di civiltà. Franco Marchese |
fmarchese
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• Re: Manuali scolastici di letteratura
Inviata da
tderrico
il
2008-06-25 20:28
Vorrei sottolineare che nella triste realtà della scuola contemporanea, la scelta dei libri di testo è, purtroppo, una questione confinata in caotiche riunioni dipartimentali, alle quali i docenti spesso partecipano per mero adempimento burocratico e senza una precisa conoscenza delle proposte editoriali più utili alle classi, ben lontani, dunque, dall'incarnare quel mandato civile che pure la loro funzione di mediatori di conoscenza dovrebbe garantire. Capita di frequente, infatti, che vengano scelti manuali sulla base del gusto personale e non della reale condizione culturale e delle effettive esigenze di apprendimento degli alunni.
Trovo, infine, che i testi curati dal prof. Luperini siano attualmente gli unici a preparare veramente gli allievi ad una visione non settoriale della Letteratura, ma anzi ampiamente culturale, grazie ai quadri approfonditi sulle connessioni storiche e filosofiche che interagiscono con la produzione letteraria, condizionandone, inevitabilmente, le caratteristiche e i contenuti. |
tderrico
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• Re: Manuali scolastici di letteratura
Inviata da
Heliantus
il
2008-07-05 14:11
Gentile professor R. Luperini,
sono Francesco Brollo e La contatto per chiederLe come mai nel volumetto degli strumenti che corredano le opere Sue e dei Suoi colleghi non si sia pensato di fornire agli studenti delle nozioni base di teoria e metodologia della critica letteraria, nonché di metrica e narratologia. Inoltre un volumetto così corredato (anche venduto singolarmente assieme alle altre parti)potrebbe essere utile anche all'università, in cui, nonostante queste nozioni siano date per scontate, un ripasso non fa mai male. Un cordiale saluto, F.B. |
Heliantus
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• Re: Manuali scolastici di letteratura
Inviata da
Giovanno
il
2009-01-07 12:05
Professor Luperini non ha risposto a una tua domanda, quando chiedevi un giudizio su manuali redatti da studiosi concorrenti, con queste parole:
Caro Brollo, non mi pare molto elegante esprimere giudizi su manuali di colleghi che sono oggettivamente "concorrenti". Qualsiasi giudizio d'altronde verrebbe inficiato dal sospetto. D'altra parte sono gli insegnanti, con le loro scelte, a esprimere giudizi inappellabili. Quanto a me, mi sento di giudicare solo i manuali già storicizzati, e l'ho fatto in uno dei capitoli di Insegnare la letteratura oggi, di cui è uscita pochi mesi fa la quarta edizione accresciuta presso Manni editore (Lecce). La rimando pertanto a questo testo, e intanto la ringrazio per le osservazioni e i giudizi. Romano Luperini Mi spiace davvero che si tacciano ai giovani cose che sono per loro di difficile reperimento. Mi sento in dovere di intervenire. Caro Francesco, ti consiglio caldamente di leggere alcuni articoli di Luperini e di una sua allieva (Margherita Ganeri) su "Allegoria" (nei primi anni '90), dove i due attaccavano, certo con poca eleganza e con molto "sospetto" (cito parole del Professore), un manuale appena uscito. Forse per pubblicizzare il proprio in gestazione? Caro Francesco, non illuderti di trovare studiosi mossi da nobili intenti, la polemica si è protratta su molte pagine del "Corriere della Sera" (con interventi Di Stefano, Nigro, Segre), pagine che potrai trovare facilmente sulla rete e in cui sono attaccatti tutti i manuali in commercio. Spero potrai farti così una idea reale dello stato delle cose. Giovanni |
Giovanno
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